Il 23 maggio si celebra la Giornata Mondiale delle Tartarughe, un’occasione speciale per fermarsi un momento e guardare con più attenzione questi rettili che spesso fanno tenerezza… ma che in realtà raccontano una storia lunghissima e affascinante.
Le tartarughe esistono da un tempo remotissimo e danno ai bambini l’idea di qualcosa di quasi magico: sembrano uscite da un altro mondo e – al tempo stesso – fanno parte del nostro pianeta ancora oggi.
Alcune sono piccole e tranquille, altre viaggiano per grandi distanze nel mare, altre ancora sono famose per il loro passo lento che però è diventato anche un simbolo di calma, pazienza e costanza. È forse anche per questo che piacciono tanto: ispirano simpatia, curiosità e un certo stupore.
La loro corazza, il modo in cui si muovono e la loro espressione quasi buffa le rendono subito riconoscibili. Eppure dietro quell’aspetto gentile si nasconde una grande forza di adattamento.
La Giornata Mondiale delle Tartarughe ci ricorda proprio questo: ci sono animali che sembrano silenziosi, ma che in realtà hanno molto da raccontare a chi decide di osservarli davvero.
Una giornata nata per sensibilizzare e proteggere.
Questa ricorrenza non è nata solo per dire che le tartarughe sono belle o simpatiche. È una giornata pensata per sensibilizzare le persone e far capire che molte specie hanno bisogno di protezione.
La sua storia è legata all’associazione statunitense American Tortoise Rescue che nel 2000 ha lanciato questa iniziativa con l’obiettivo di attirare l’attenzione su tartarughe terrestri e marine, sui loro habitat e sui pericoli che incontrano a causa delle attività umane.
Il messaggio è semplice ma importante: conoscere meglio questi animali è il primo passo per rispettarli di più. Inquinamento, plastica, distruzione degli ambienti naturali, commercio illegale e disturbo delle zone di nidificazione sono problemi reali, anche se spesso i bambini li scoprono solo più tardi.
Per questo la giornata è utile anche dal punto di vista educativo: permette ai genitori di affrontare il tema con un linguaggio adatto, partendo dalla meraviglia e arrivando piano piano alla consapevolezza.
E poi c’è un aspetto molto bello: invece di spaventare, questa ricorrenza invita ad agire con piccoli gesti concreti come
- rispettare la natura,
- non lasciare rifiuti sulle spiagge,
- imparare a osservare gli animali senza disturbare il loro spazio.
Due tartarughe da conoscere meglio: la Liuto e la Embricata.
Tra le tante specie che rendono questo mondo così affascinante, ce ne sono due che colpiscono subito l’immaginazione.
La Tartaruga Liuto, per esempio, è davvero straordinaria: è la più grande tra le tartarughe marine e ha un aspetto diverso da quello che molti si aspettano, perché il suo carapace non è duro e compatto come nelle immagini più classiche, ma più morbido e particolare.
Vederla in fotografia basta spesso a lasciare i bambini a bocca aperta.
La Tartaruga Embricata, invece, è famosa per il suo profilo elegante e per il forte legame con gli ambienti corallini, dove svolge un ruolo prezioso.
È una specie delicata e bellissima, ma proprio la bellezza del suo guscio l’ha resa nel tempo vittima dell’interesse umano.
Una ricorrenza perfetta per imparare, osservare e… giocare.
La Giornata Mondiale delle Tartarughe è una di quelle occasioni che funzionano anche con i più piccoli, perché unisce scoperta, emozione e apprendimento.
Basta poco per trasformarla in attività divertenti da svolgere in famiglia o a scuola: si può guardare una cartina per capire dove vivono alcune specie, disegnare una tartaruga oppure imparare qualche parola nuova in inglese come turtle, shell, sea e ocean.
In questo modo si può davvero imparare l’inglese giocando, partendo da un tema che incuriosisce e coinvolge.
È anche un piccolo esempio di come il bilinguismo nei bambini possa nascere in modo naturale, attraverso esperienze semplici e memorabili.
E c’è un ultimo dettaglio che rende questa giornata ancora più simpatica: con il loro passo tranquillo… le tartarughe ci ricordano che non sempre bisogna correre.
A volte si impara meglio proprio quando ci si ferma, si osserva con attenzione e si dà valore alle piccole cose. Forse è anche questo il motivo per cui piacciono tanto ai bambini: non hanno bisogno di fare rumore per farsi ricordare.
Rimangono nel cuore con la loro calma, il loro mistero e quel modo un po’ buffo, un po’ tenero, di stare al mondo.

